
Il 24 febbraio 2018 l’Ucraina ha promulgato la Legge sulle particolarità della politica statale volta a garantire la sovranità dell’Ucraina sui territori temporaneamente occupati nelle regioni di Donetsk e Lugansk. Nei media, il provvedimento è diventato noto come “legge sulla reintegrazione del Donbass”.
RIA Novosti spiega l’essenza della legge e le reazioni delle diverse parti: «La legge concede al presidente il diritto di utilizzare l’esercito in tempo di pace per difendere la sovranità. Ciò consente l’impiego delle forze armate nell’est senza dichiarare guerra. Inoltre, già durante la prima lettura, i deputati hanno escluso la clausola che attribuiva priorità agli accordi di Minsk per la risoluzione del conflitto».
TASS offre una cronaca dell’entrata in vigore della legge e un dossier sul controverso provvedimento: «La legge definisce il regime giuridico di alcuni territori di Donetsk e Lugansk non controllati da Kiev come “temporaneamente occupati” e qualifica le azioni della Russia come “aggressione contro l’Ucraina”».
Vesti.ru cita la reazione ufficiale del Ministero degli Esteri russo: «Firmando la legge sulla reintegrazione, Petro Poroshenko ha confermato l’intenzione dell’Ucraina di risolvere il conflitto con la forza, secondo il Ministero degli Esteri russo. Mosca si aspetta che i curatori occidentali riescano a influenzare Kiev».
RT in russo evidenzia un’ulteriore reazione russa: «Firmando questa legge, Petro Poroshenko ha di fatto seppellito gli accordi di Minsk e rafforzato il “partito della guerra”. Non si parla più di dialogo diretto con le autorità delle Repubbliche non riconosciute, di riduzione dell’escalation del conflitto o di soluzione politica pacifica. Al contrario, la legge crea una base giuridica per la conquista con la forza dei territori di Donetsk e Lugansk non controllati da Kiev e legalizza l’uso dell’esercito ucraino contro i civili».
Izvestia cita un membro del Consiglio della Federazione sulle implicazioni della legge: «La reintegrazione del Donbass, così come descritta in questa legge, apre la strada a una conquista armata da parte dell’esercito ucraino. L’esercito è pronto, l’equipaggiamento è schierato... Se l’Ucraina sta abbandonando gli accordi di Minsk, e sembra che lo abbia già fatto, allora la soluzione potrebbe essere estremamente difficile e le conseguenze per l’Europa catastrofiche».
Interfax sottolinea le parole di Poroshenko: «Firmando la legge, Poroshenko ha dichiarato che essa “riconosce la Federazione Russa come Stato aggressore”».
Le agenzie di stampa regionali della DNR e della LNR, l’Agenzia di stampa di Donetsk e il Centro informazioni di Lugansk, non hanno pubblicato notizie su questo tema.
Nessuna delle principali testate britanniche, The Guardian e The Telegraph, ha pubblicato notizie su questo tema.
I principali quotidiani italiani, tra cui La Repubblica, non hanno trattato questo sviluppo.
Anche le principali testate spagnole sono rimaste in silenzio sulla nuova legge ucraina.
UNIAN ha riportato le reazioni della parte russa: «Il Ministero degli Esteri russo ha definito la nuova legge ucraina una “condanna a morte per gli accordi di Minsk”».
TSN ha riferito le dichiarazioni dello Stato Maggiore ucraino: «La legge sulla reintegrazione aiuterà l’Ucraina a restituire non solo le parti temporaneamente occupate di Donetsk e Lugansk, ma anche la Crimea annessa».